Tre sere di cinema, direzione pace
La pace è la destinazione ma è il cammino verso di essa la vera risorsa.
Per questo, accanto ai tre giorni di cammino attraverso il Biellese, la Camminata della Pace propone tre serate di cinema curate dal Centro Studi Sereno Regis e Give Peace a Screen - Short Film Festival, presentate da Loredana Arcidiacono e Dario Cambiano.
Tre appuntamenti, tre temi: pace con noi stessi, con l’ambiente e con gli altri.
Le proiezioni sono gratuite e aperte a tutte e tutti, anche a chi non partecipa all'intero percorso della Camminata.
10 settembre ore 21:00, La Trappa (Sordevolo) – La pace interiore
La prima giornata della Camminata parte da Graglia e arriva alla Trappa di Sordevolo. Il tema è quello della pace con noi stessi, in un percorso guidato da Marco Bo (Richiamo del Bosco) e Ettore Macchieraldo (Movimento Lento).
La sera, dopo il cammino, il cinema diventa un altro modo per continuare a riflettere.
In programma cinque cortometraggi, per un totale di 64 minuti.
Si comincia con Holy Curse, di Snigdha Kapoor, dall'India: una famiglia è convinta che la propria figlia sia vittima di una maledizione e cerca di esorcizzarla, mentre lei sembra avere idee molto diverse sul proprio destino.
Segue Pietra, di Cynthia Levitan, dalla Spagna, che mette in relazione due persone apparentemente lontane: una donna anziana e una giovane persona queer. Può nascere tra loro una relazione profonda?
Con An Irish Goodbye, di Tom Berkeley e Ross White, ci spostiamo nel Regno Unito, dentro una storia familiare che parte da un lutto e dalla decisione di affidare il fratello con sindrome di Down a un istituto. Ma forse le cose non andranno come previsto.
Più leggero, ma non meno significativo, Keep Your Hair On!, di Kinga Anna Garncarz, dalla Polonia, ribalta una delle fiabe più conosciute: questa volta la principessa non sembra avere alcuna intenzione di calare la propria lunga treccia per permettere al principe di salire.
Chiude la serata Hakkakch, di Oussama Mouatamir, dal Marocco: una storia apparentemente semplice, nata da un gesto quotidiano come sbucciare un'arancia, che diventa una riflessione sulle regole che imponiamo agli altri e sulla libertà di essere se stessi.
Cinque storie per iniziare il cammino guardando dentro di noi.
11 settembre ore 21:00, Cittadellarte, Sala Cervo (Biella) – La pace con l'ambiente
Il secondo giorno porta la Camminata dalla Trappa a Cittadellarte e sposta lo sguardo verso una relazione che riguarda tutti: quella con l’ambiente.
Il percorso, guidato da Alberto Conte (Movimento Lento), Fabio Porta e Nazarena Lanza (La Trappa di Sordevolo), è dedicato al rapporto con l'ambiente. La sera, il cinema prosegue la riflessione con una selezione di cortometraggi della durata complessiva di 60 minuti.
La serata si apre con Baa Baa, di Teresa Juksaar, dall'Estonia: cosa succede quando, appena arrivati in città, ci si ritrova con una capra come regalo?
Con The Small, Red, Big Blue, di Hamed Nobari, dall'Iran, basta un lampo per porsi una domanda enorme: quanta acqua avremo ancora a disposizione?
Un gesto piccolo così, di Manuel Nolli, dall'Italia, racconta invece un'azione concreta e apparentemente piccola: fare del nostro meglio per proteggere le tartarughe marine.
Poi Household Waste Collection, di Almudena Vázquez, dalla Spagna, affronta con ironia le contraddizioni della raccolta differenziata, tra estremismi e scarsa voglia di impegnarsi.
In The Fledgeling, di Murtaza Ansari, dal Pakistan, un solo minuto è sufficiente per mostrare la devastazione di cui l'essere umano è capace nei confronti della natura.
Pies Desnudos, di Michele Canfora, dalla Spagna, immagina un futuro in cui potremmo chiederci se ricorderemo ancora perché abbiamo portato il nostro pianeta allo stremo.
Penumbra, di Rianne Stremmelaar, dai Paesi Bassi, racconta invece il rapporto tra una madre senza figli e un bambino che decide di "adottare", imponendogli il proprio stile di vita.
Con Dear Animal, di Younes Kafashian, dall'Iran, un anziano libera uno squalo davanti agli occhi di un giovane, trasformando un gesto semplice in una lezione delicata sul rapporto tra esseri umani e animali.
Necessary, di Tapan Kumar, dall'India, porta al centro una domanda quotidiana: quanto sprechiamo e quanto ci è davvero necessario?
Chiude la serata The Sprayer, di Farnoosh Abedi, dall'Iran, un futuro in cui persino far crescere una pianta potrebbe diventare vietato.
Dieci cortometraggi per chiederci che pianeta vogliamo lasciare e quale rapporto vogliamo avere con ciò che ci circonda.
12 settembre ore 21:00, Villa Piazzo (Pettinengo) – La pace con gli altri
L'ultimo giorno della Camminata conduce da Cittadellarte a Villa Piazzo, Pettinengo.
Dopo due giornate dedicate alla relazione con noi stessi e con l'ambiente, il tema diventa quello della relazione con gli altri: l'incontro, la convivenza, le differenze, la solidarietà e la capacità di immaginare un mondo diverso.
Il percorso è ispirato alla Pace Preventiva di Michelangelo Pistoletto e guidato da Andrea Trivero e Mira Schifano (Pacefuturo), Ruggero Poi e Nazarena Lanza (Biella Città Arcipelago).
A Villa Piazzo, la giornata si conclude con un programma speciale: 72 minuti di cortometraggi, seguiti da musica live e dj set all'aperto.
La serata comincia con Together, di Cédrick Spinassou e Robin Iff, dalla Francia: anche l'attivismo e l'impegno sociale possono essere faticosi, soprattutto quando ci si sente soli.
In Room Taken, di TJ O'Grady-Peyton, dall'Irlanda, un senzatetto entra nella casa di una donna quasi cieca. Un incontro improbabile che apre la porta a una domanda: cosa accade quando siamo costretti a vedere ciò che normalmente preferiamo non vedere?
Things Unheard Of, di Ramazan Kılıç, dalla Turchia, racconta invece la resistenza attraverso la fantasia: quando l'esercito impedisce di guardare la televisione curda, forse si può trovare un altro modo per non arrendersi.
Con Wild Housemates, di Armelle Mercat-Junot, dalla Francia, una capra idealista costruisce una capanna nella giungla e si ritrova ad avere a che fare con ospiti decisamente fuori dal comune.
Eksi Bir, di Omer Ferhat Ozmen, dalla Turchia, affronta con ironia il tema della convivenza e del pregiudizio: il padrone di casa non sopporta gli inquilini che cucinano troppo e che portano con sé "profumi etnici".
Chiude il programma Daqui de Toda la Vida, di Frederic Salva, dalla Spagna: se la Madonna ci concedesse un bonus, un piccolo miracolo, come potremmo utilizzarlo per rendere il mondo un posto migliore?
E poi, uno sguardo a Gaza
La serata finale dedica inoltre un piccolo spazio speciale a Focus Gaza, con due cortometraggi: Write My Name, di Aniez Atlas, dalla Spagna, e Grandpa Rolf, di Jacob Ossman, dalla Germania.
Un modo per allargare ancora una volta lo sguardo: dalla dimensione personale a quella collettiva, dalle relazioni quotidiane ai conflitti che attraversano il mondo.
I cortometraggi scelti per le tre serate hanno linguaggi, Paesi di provenienza e sensibilità molto diversi.
Dopo aver percorso sentieri, incontrato persone e attraversato luoghi del Biellese, la sera ci si ferma insieme davanti a uno schermo ad ascoltare storie, ridere, emozionarsi e trovarsi in disaccordo per confrontarsi.
La Camminata della Pace non ha l’obiettivo di dare una definizione unica alla pace, nasce per mettersi in cammino a partire dalle domande, attraversare luoghi e incontrare persone capaci di offrire prospettive nuove.
Tre giorni. Tre dimensioni della pace. Ventitré cortometraggi. Decine di storie dal mondo.
E una domanda che rimane aperta:
che cosa possiamo fare, ogni giorno, per costruire un po' più di pace?
Le proiezioni sono aperte a tutte e tutti
Non è necessario partecipare alla Camminata della Pace per assistere alle proiezioni: gli appuntamenti cinematografici serali sono gratuiti e aperti a chiunque sia interessato.