Transumanza. L'arte nella migrazione
Ogni primavera, le colline e le montagne del Biellese si animano di un rito antico: il lento risalire delle mandrie verso gli alpeggi, tra il suono dei campanacci e i richiami dei pastori. È la transumanza, una pratica millenaria riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità, che ancora oggi modella l'identità delle comunità alpine.
Ma cosa accade quando questa tradizione incontra lo sguardo di un'artista proveniente da un altro continente?
Da questo interrogativo nasce "Transumanza. L'arte della migrazione", il progetto espositivo curato da Pacefuturo che mette in dialogo il patrimonio delle Alpi biellesi con la tradizione artistica dei Red River Métis del Canada, attraverso le opere di Corinna Wollf.
Due culture unite dal cammino
Nata a Edmonton e formatasi nel Saskatchewan, Corinna Wollf vive e lavora a Pettinengo da quasi un decennio. Il suo trasferimento in Italia ha dato il via a una profonda ricerca sulla memoria e sul rapporto tra uomo e paesaggio.
La sua identità Métis dialoga naturalmente con la cultura alpina: se il suo popolo vanta una storia scritta attraverso migrazioni e adattamenti, il territorio biellese custodisce una tradizione pastorale fondata sul movimento stagionale. In entrambe le culture, il viaggio è una forma di conoscenza e sopravvivenza.
L'antica arte delle perline
Il linguaggio di Corinna Wollf è il beadwork, la tradizionale tessitura di perline. Ogni opera nasce da un gesto lento e paziente: infilare, a una a una, minuscole perle di vetro veneziane seguendo schemi geometrici precisi.
"Non posso dimenticare mai di prendere dieci perline alla volta sull'ago," racconta l'artista. "Il gesto si ripete lentamente, fino a che qualcosa prende forma."
Dietro questa tecnica c'è una storia globale. Nate nel Neolitico come ornamenti in pietra o conchiglia, le perle toccano l'apice con l'arte vetraria di Venezia e Murano, diventando una vera e propria moneta di scambio nelle Americhe, in Africa e in Asia. Oggi, quelle stesse perline ritornano simbolicamente in Italia per raccontare il paesaggio biellese.
La transumanza vista da una finestra
L'ispirazione della mostra arriva dalla quotidianità di Pettinengo. Dal suo studio nella frazione San Francesco, l'artista ha osservato per anni il passaggio delle mandrie:
"Il suono dei loro campanacci, intrecciato all'abbaiare dei cani e alle voci delle famiglie dei pastori, è diventato per me una musica."
Questa suggestione sensoriale si trasforma in un universo onirico fatto di trame, figure animali e forme naturali, dove la sensibilità narrativa Métis sposa i profili delle Alpi.
Pettinengo: crocevia di storie e pastorizia
Per secoli, Pettinengo – storicamente definito il "Balcone del Biellese" per i suoi 700 metri di quota – è stato un punto nevralgico della transumanza verso gli alpeggi dell'Alta Val Sessera. Il legame con l'alta quota era così radicato che il comune possedeva direttamente l'Alpe Peccia gestito dalle comunità locali fin dal lontano 1213.
La transumanza era un vero e proprio motore economico e sociale: i pastori svernavano nelle pianure vercellesi e pavesi per poi risalire in quota a produrre i formaggi d'alpeggio, come il Maccagno. Il ritorno in autunno si trasformava in una festa collettiva. Momento chiave era la tosatura delle pecore, una preziosa sinergia con la popolazione locale che riforniva di lana grezza quella che sarebbe diventata una delle più importanti industrie tessili del mondo.
Un ponte tra Canada e Italia
Attraverso il lavoro di Corinna Wollf, la transumanza si eleva a metafora universale della migrazione. Muoversi significa condividere gli stessi bisogni fondamentali: cercare risorse, adattarsi e tessere nuovi legami senza smarrire le proprie radici.
Il progetto, nato nel Biellese, prevede anche un importante sviluppo internazionale: nel 2027 la mostra volerà in Canada, portando oltreoceano il racconto, la storia e la cultura pastorale delle nostre montagne.
La mostra sarà inaugurata giovedì 16 luglio alle ore 18.30.
L'esposizione sarà visitabile fino al 13 settembre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, con ingresso libero.