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l'Oasi è la forma scelta da pacefuturo per raccogliere le sue idee e progetti. È il luogo dove pacefuturo accade e dove Pettinengo si apre all'Europa e al mondo.
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riflessioni del presidente in occasione dell'assemblea avvenuta sabato 3dicembre 2011:
passato, presente, futuro - l’oblio del passato, la schiavitù del presente, il vuoto di futuro
- riappropriamoci del passato, viviamo il presente, progettiamo il futuro
- il passato è esperienza
- il presente è constatazione
- il futuro è sogno
pacefuturo
pace non è solo assenza di conflitto, ma impegno ad estinguerne le ragioni
futuro non deve essere una conseguenza subita, ma un cambiamento voluto
Pacefuturo è cultura (cattedra dei pacifici, arie d’europa, buone pratiche) solidarietà e accoglienza (dopo di noi, caritas) promozione del territorio (recupero dei sentieri, progetto 100 orti, apicultura) tutte attività che confluiscono nel progetto Pettinengo, oasi europea culturale di pace.
Ma pacefuturo non potrebbe essere ciò che è e ciò che vorrebbe essere senza il contributo dell’Amministrazione Comunale di Pettinengo, dell’Associazione Dopo di Noi, di Caritas, dell’Associazione Piccola Fata, di Città dell’Arte, del Monastero di Bose e del Centro Einaudi di Torino.
dalla libertà alle libertà La prima insostituibile libertà, madre di tutte le libertà, è quello spazio vitale che ognuno di noi porta in se, è quel patrimonio di aspettative, valori e diversità che ci accompagna nella vita, è quella insaziabile fonte di energia intellettuale, etica e morale che illumina i nostri tortuosi cammini. Da questo magma ingrottato, con fatiche, contraddizioni e crisi scaturiscono quelle libertà formali e sostanziali che riscattano l’umanità.
Dalla libertà alle libertà, dalla libertà di pensiero alle libertà vissute, dal patrimonio di aspettative al valore della diversità, insostituibile garanzie di ogni libertà.
Oggi viviamo un tempo di passaggio che può riaccendere il futuro voluto o spegnerlo nei conflitti.
Oggi il rischio è serio e da ognuno di noi dipende quel colpo di reni che ci faccia superare una crisi di cui siamo tutti responsabili.
“Ma io che cosa conto?”
questa è la domanda che è sempre costata all’umanità lacrime e sangue, è la fuga da quella quota millesimale di responsabilità personale che costituisce il cuore della democrazia
villa piazzo, 3 dicembre 2011 angelo pavia
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Con ali di farfalla ormai perfetta … Sabato 3 dicembre – ore 18.30 a villa Piazzo con le note di Bianchi e Bernecoli
Sabato 3 dicembre Pacefuturo ospiterà il quarto appuntamento del ciclo di incontri musicali dedicato all’integrale delle sonate per violino e pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart. La rassegna, intitolata “Mozart viaggiatore europeo”, si chiuderà l’anno prossimo con altri tre appuntamenti mentre il concerto di sabato conclude la stagione 2011.
L’appuntamento è alle 18,30 a villa Piazzo di Pettinengo con Emy Bernecoli al violino e Massimo Giuseppe Bianchi al pianoforte.
In programma”Dodici variazioni in sol maggiore su una canzone francese” K.359, “Sei variazioni in sol minore su una canzone francese” K.360 e la celebre Sonata in mi bemolle maggiore K.480 che pure si conclude con un magnifico tema e variazioni.
Anche l’incontro di sabato prevede la formula tradizionale, già sperimentata da Pacefuturo nelle stagioni passate, del concerto-conversazione-convivio. Massimo Giuseppe Bianchi introdurrà ciascun brano cercando di svelarne caratteri più nascosti con un’attenzione particolare proprio alla forma della variazione, come praticata da Mozart ma anche da altri grandi compositori europei fino ai giorni nostri. “L’intento è quello di capire insieme, pur nei limiti di tempo imposti dall’esecuzione concertistica, perché queste opere possono considerarsi veri capolavori – dice Bianchi –. Questo momento colloquiale è un elemento unico nella proposta di Arie d’Europa poiché favorisce, a mio parere, l’abbattimento di quella scomoda barriera che, a volte, si stabilisce tra esecutore e ascoltatore”.
Quelli di Arie d’Europa non sono semplici concerti, né lezioni-concerto, bensì momenti in cui l’artista può anche parlare della propria arte, illustrare i capolavori prima di suonarli e condividerne il senso profondo.
Dopo il concerto è in programma una cena preparata con i prodotti dell’Associazione, per concludere il vasto programma di “Arie d’Europa 2011” in convivialità e darsi appuntamento all’edizione dell’anno prossimo anticipando gli auguri natalizi.
INFO - PRENOTAZIONI: 015.8445714 o info@pacefuturo.it
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sabato 03 dicembre 2011 ore 15.30 presso la sede dell’associazione a villa piazzo, Pettinengo
carissima amica/o, l’assemblea ordinaria dell’associazione pacefuturo è indetta in prima convocazione venerdì 02 dicembre alle ore 23,30 presso la sede dell’associazione, ed in seconda convoca
sabato 03 dicembre 2011 ore 15.30
presso la sede dell’associazione a villa piazzo, Pettinengo
ordine del giorno: 1. progetto Oasi Europea Culturale di Pace e progetto Europa 2. bilancio provvisorio 2011 e di previsione 2012 3. varie ed eventuali
sarà anche l’occasione per rinnovare la tessera associativa o per pagare la quota 2011
a seguire l’ultimo appuntamento della stagione musicale “Arie d’Europa”
si prega di confermare la presenza all’assemblea, al concerto e alla cena (015.8445714)
un caro saluto nell’attesa di incontrarci angelo pavia
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Il maestro racconta e si racconta prima del concerto di chiusura
Sono davvero lieto di collaborare con Pacefuturo, un’associazione straordinaria composta da persone straordinarie. Il percorso intrapreso finora – mi auguro destinato a continuare a lungo in futuro – è stata una delle esperienze artistiche più belle della mia vita e se anche Pettinengo non è il palcoscenico più famoso che ho calcato è per me il più prestigioso.
Pacefuturo ha fatto entrare la musica nella propria programmazione, e forse nel proprio dna, con un processo sintetico ex-post inusitato (ma a Pettinengo, si sa, avvengono cose fuori dall’ordinario), dando vita a una sinapsi straordinaria i cui benefici effetti hanno appena cominciato a farsi sentire nell’organismo del territorio. E proprio dal territorio si deve partire. La musica può e anzi deve entrare sempre di più nel patrimonio culturale e nell’immaginario delle persone: la musica è indispensabile per capire il mondo e se io sono un fervido patriota europeo lo sono soprattutto grazie alla nostra tradizione musicale. Arie d’Europa prova a coniugare un’offerta musicale di qualità alla condivisione, sostituendo all’idea tradizionale del concerto come rito borghese quella della convivialità, del confronto e dell’incontro. I nostri non sono semplici concerti, e neppure lezioni-concerto, ma esecuzioni nelle quali l’artista parla anche della propria arte, illustrando i capolavori che eseguirà e sviscerandone taluni aspetti in un confronto fecondo con il pubblico. Proviamo insomma ad abbattere quella invisibile eppure esistente barriera tra ascoltatore e artista, metafora di una incomunicabilità con il mondo dell’arte e della cultura che nel nostro paese, purtroppo, è grande, anche a causa di una politica non sempre all’altezza e agli influssi venefici di una televisione criminosa.
Ho quindi cercato di sintonizzare questa sensibilissima antenna che è Pacefuturo sulle frequenze della più grande arte europea, restando nel solco delle esperienze precedenti legate a questo splendido sodalizio pettinenghese, senza snaturarne ma anzi accrescendone la struttura e arricchendone la vocazione. Così è nato il ciclo pianistico del 2010, così è nata – e prosegue con successo – l’integrale mozartiana per violino e pianoforte con Emy Bernecoli, così si svilupperanno le iniziative future.
Grazie all’apporto di tutti, il risultato ha premiato gli sforzi e l’idea: il pubblico, pur nei limiti di una sala bellissima ma non sconfinata, è presente ogni volta, numeroso attento e partecipe. L’età anagrafica è diversificata segno che, diversamente da quanto avviene anche in stagioni più antiche e di maggior blasone, c’è una connessione con le generazioni più giovani. Sono convinto tuttavia che proprio su quest’ultimo punto si debba fare di più (non solo a Pettinengo) e credo che in futuro, grazie a opportune strategie, la partecipazione dei più giovani a questi incontri musicali aumenterà sensibilmente. Gli incontri, infine, sono sempre molto piacevoli e non mancano davvero i momenti divertenti, stimolanti. La cena poi, a guisa di accordo finale, conclude in modo semplicemente ideale.
Un tema caro a Pacefuturo è l’Europa. Oggi l’Europa nel nostro paese è spesso vista come un nemico cui si guarda con astiosa diffidenza. Non davvero come quello spazio libero cui, legittimamente e da lungo tempo tutti apparteniamo e cui, forse, anche aspiriamo. Si pensa all’Europa dei burocrati, delle tasse, delle banche, dell’euro vacillante. Ma limitando il nostro sguardo a quella realtà, che certo esiste, nessuno di noi può dirsi nel proprio intimo felicemente europeo. Tutto ciò non corrisponde all’Europa più di quanto un fotogramma non corrisponda a un film intero.
L’Europa è in primo luogo la sua cultura, che viene da lontano e non si confonde con altre, è unica, non vuole (più) avere il predominio ma aspira ad accogliere tutte le culture in sé fin dove sia razionalmente possibile. In questa chiave, che chiamerei divulgativa, si è articolata la mia proposta musicale che nel futuro si propone di continuare su almeno due filoni: la conoscenza (del repertorio, degli stili, dei luoghi attraverso la musica) e il confronto (tra autori ed epoche diversi, stili contrastanti, tra passato remoto e prossimo futuro).
La musica è per sua essenza dialogica: offrendosi, si pone in ascolto; a chi porge l’orecchio essa a sua volta porge orecchio. Nella felicità come nella fatica dello scambio e del confronto sta uno dei misteri più profondi dell’arte e io mi auguro che, in questa chiave, i nostri percorsi avvicinino tutti, ma proprio tutti, al fascino ineffabile di questo mistero che si chiama Musica.
Massimo Giuseppe Bianchi
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Valerio Zanone riflette sui 150 anni dell'unità d'Italia
Pacefuturo ha celebrato l'anniversario con una conferenza concerto: l'ex ministro ha duettato con il Classico terzetto italiano sulle pagine più celebri del Risorgimento
È senza dubbio temerario riassumere in una pagina 150 anni di storia, la nostra storia. Ma è una sfida che mi piace. Cominciamo con il dire che questo anniversario non deve essere visto come una stazione di arrivo ma come una tappa, importante, del percorso. Non è un arrivo perché molta strada resta da fare, anzitutto per colmare il divario fra nord e sud. Ed è una tappa importante perché negli ultimi 150 anni, quelli appunto dell’unità, l’Italia è progredita più che nei 1500 anni della sua storia precedente.
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