In cammino – le passeggiate

loghi_passeggiatesentieri03In cammino, tre facili passeggiate ad anello lungo i sentieri di Pettinengo, Biella: 16 maggio, 27 giugno e l’ultima è stata rinviata a data da destinarsi per le condizioni meteo avverse. Partecipa!

Passi di lavoro per un lavoro di passi quest’anno grazie al finanziamento Europeo ottenuto dall’Amministrazione Comunale di Pettinengo in collaborazione con Pacefuturo, tramite l’ente GAL Montagne Biellesi i sentieri di Pettinengo si arricchiscono di storia, di ricordi e di memorie.

Tre facili passeggiate ad anello
1 – Sentiero della pecora e del castagno – due pilastri della nostra terra – La locandina del primo anello
La passeggiata del 16 maggio parte e arriva a Vaglio Pettinengo, con un percorso che inizia dalla Piazza della Chiesa e sale sullo spartiacque che divide la valletta del torrente Riasca (la Riasca) da quella del torrente Chiebbia (la Cébia), fino alla Bonda dei morti (Bunda di mòrt). Una discesa verso Sud in direzione Zumaglia e un ritorno a Vaglio in direzione Ovest chiudono l’anello. Anello da Vaglio Pettinengo, Bonda dei morti e ritorno. Tempo: ore 1,30. Dislivello: 165 mt di salita e discesa.

2 – Sentiero dei tessitori (e non solo) – passi di lavoro per un lavoro di passi – La locandina del secondo anello
Per il 27 giugno è previsto un percorso di elevato interesse culturale e sociale che scende nella bella valletta del rio Tamarone, passando accanto ai resti della Fabbrica Serra o “machina brüsà”, un antico lanificio distrutto da un incendio a fine Ottocento. Arrivati in Regione Molinetto di Pianezze, si risale a Livera per la Strada dei Tessitori “della Gava”. Anello da Livera alla machina brüsà, Pianezze e ritorno. La camminata prosegue fino a Sant’Eurosia. Tempo: ore 1,15. Dislivello: 100mt di salita e discesa.

3 – Sentiero dell’erba e del fieno – oggi come ieri – La locandina del terzo anello
La passeggiata prevista per il 19 settembre 2015 e rinviata a data da destinarsi si svolge nella parte Sud del territorio comunale che tocca alcune delle frazioni più popolate. Il settore mediano del percorso si svolge nei boschi della solitaria valletta del torrente Riasca, tra Miniggio e San Francesco. Da San Francesco si risale verso la chiesa parrocchiale, passando per la frazione Bauzarone. Anello da Livera a Miniggio, San Francesco, Bauzarone, Selva e ritorno a Livera. Tempo: ore 1,45. Dislivello 200mt di salita e discesa.
Vi aspettiamo numerosi e a tutti i partecipanti verrà donata la cartina della “Maglia dei Sentieri” di Pettinengo.

  • DSC_9824LA TERZA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

La passeggiata prevista per il 19 settembre 2015 e rinviata a data da destinarsi, si svolge nella parte Sud del territorio comunale che tocca alcune delle frazioni più popolate. Il settore mediano del percorso si svolge nei boschi della solitaria valletta del torrente Riasca, tra Miniggio e San Francesco. Da San Francesco si risale verso la chiesa parrocchiale, passando per la frazione Balzarono. Anello da Livera a Miniggio, San Francesco, Bauzarone, Selva e ritorno a Livera. Tempo: ore 1,45. Dislivello 200mt di salita e discesa. Per info e prenotazione grigliata: Pro Loco di Vaglio Pettinengo 3665767448.

  • DSC_9826LA SECONDA PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DEI TESORI NASCOSTI…

La passeggiata del 27 giugno 2015 è alla scoperta dei tesori nascosti di Pettinengo: dalla “FABBRICA BRÜSÀ” (uno dei più begli esempi di architettura industriale italana) alla “GAVA” (cava di pietre del 1800). Partenza da Villa Piazzo – Pettinengo alle ore 16,00 e rientro previsto per le ore 19,00. Durante il percorso, intrattenimento musicale e degustazione prodotti del territorio a cura delle associazioni di Pettinengo (Piccola Fata, Banda Musicale e Pro Loco Vaglio).

La maglia dei sentieri
Scopriremo così dai tanti pannelli informativi presenti ora lungo tutto il percorso.Per esempio:
– che gli abitanti di Pettinengo, circa 2.000 anime, nel 1752 erano capaci di produrre a mano oltre 1.500 paia di calze al giorno
– oppure che nel 1772 c’erano già 13 maglifici in Paese tra cui quello della famiglia Maggia da cui discende il cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini la cui mamma Olga Maggia era originaria di Pettinengo
– che la “Fabbrica Brüsà” venne costruita nel 1835 ampliando il vecchio mulino Faccio già esistente nel 1798
Proseguendo lungo l’asta del torrente Tamarone e risalendo la strada dei Tessitori arriveremo fino alla vecchia cava di Pietra da cui si estraevano blocchi e cantoni di pietra Gneiss con i quali sono stati costruiti i maggiori edifici di Pettinengo e non solo, riscoperta e recuperata grazie alla generosità e alla collaborazione dei proprietari: la famiglia Selva. Infine saliremo fino al colmo della collina che domina tutto Pettinengo dedicata a Sant’Eurosia alla ricerca del “fiore della contentezza” così come ci ha insegnato a lungo l’amico Sergio Trivero.
  • DSC_9742LA PRIMA PASSEGGIATA “In cammino”…

Nonostante il brutto tempo di venerdì , sabato 16 maggio c’erano più di cento persone arrivate da tutto il biellese per partecipare alla prima passeggiata “In cammino”. Fin dalla partenza c’è stata una rievocazione del graffito di una siunera posto sulla scuola: una mamma e un bambino si sono vestiti da pastorelli. “La meridiana castanile è stata illustrata dagli esperti ed è stato un bel pomeriggio, la gente ha apprezzato” ha spiegato il sindaco di Pettinengo Ermanno Masserano. Poi si è proseguito verso il monumento alla pecora e ai caduti. La pro loco di Vaglio ha offerto pane e marmellata di castagne e per finire una grigliata.

Si incomincia, tanto per scaldare le gambe, con un breve tratto in salita: il carët da qualche anno riportato all’originaria selciatura e fiancheggiato, fra le altre, dalle Cà ‘d Ricu, dal Furmìa, dla Gin Patrùn e dla Vitoria rùsa. Alla cappelletta votiva si volta a destra e fatti pochi passi subito dopo il Palàs (un fabbricato che spicca per la sua imponenza) si incontra, sulla sinistra, il serbatoio dell’acquedotto, inaugurato a fine settembre 1957: fino a quella data l’acqua nelle case di Vaglio arrivava via secchiello (riempito alle fontane del piscët, di pal cantùn, di sciü-zùt). Di fronte sulla destra c’è il campusantu végiu: in realtà non è il primo ciitero di Vaglio, in quanto ce n’era uno preesistente, forse in prossimità della chiesa.

Dopo una cinquantina di metri si svolta a destra in un sentiero: è la vecchia strada per Pettinengo (la scürsa). Percorriamola in silenzio: solo così potremo sentire rimbombare il rumore dei passi che per secoli lo hanno solcato. Passi di uomini e donne verso il lavoro e di bambini verso la scuola, ecc. I nomi dei luoghi sono qui decisamente significativi: appena a monte c’è la Vaiëtta, che pare voler significare luogo esposto al sole del pomeriggio (come in effetti è) e si passa sopra la Moialunga, toponimo che richiama la ricchezza di acque (ed è proprio così).

Al termine del sentiero si ritorna sull’asfalto e in pochi minuti si raggiunge la carrozzabile che unisce Pettinengo con Selve Marcone: siamo alla Bundi di mort, alla posa dei morti. È un toponimo che ricorre in tutto l’arco alpino per indicare il luogo in cui il parroco “prendeva in consegna” le spoglie dei defunti provenienti dalle località più lontane della parrocchia per portarle alla chiesa (Vaglio è sede parrocchiale solo dal 1836: in precedenza dipendeva da Pettinengo). A fronte, sul versante esposto a Nord, c’è la Pascà, il pascolo: risale alla notte dei tempi la tradizione pastorale della zona.

Ancora qualche passo sull’asfalto e poi a destra in una comoda strada sterrata. Fatti pochi passi si raggiunge ‘l Camalarìn (il “moderno” Monteluce) per poi inoltrarsi sul versante sinistro della conca vagliese, che negli scorci aperti fra le fronde degli alberi appare in tutta la sua ampiezza. Il percorrere questo tratto è uno scrigno di ricordi: Pérauta è custode delle fatiche fatte alla ricerca di pietrame per le costruzioni, il Bèividvin testimonia una remota presenza della vite, ‘l Pravéri ed ‘l Pra du sciort antiche fienagioni. A pal cantun si rientra nell’abitato di Vaglio. Si percorre la vecchia strada per Zumaglia, costeggiando ‘l casciunun e sciü ‘d Giòrs, per giungere poi “alla pecora”, il monumento ai caduti di Vaglio. Fra una settimana cade il 24 maggio: cent’anni fa iniziava la Grande Guerra; fermiamoci un momento a ricordare i numerosi vagliesi che in quel conflitto hanno versato il loro sangue. E poi su, passando per la Cà dla Lin, sciü ‘d Barnard e la sulà fino a raggiungere il punto di partenza e quindi mettersi a tavola.

Si ringraziano Matteo Neggia per le immagini e Marco Neggia per il video della camminata